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AI GIOVANI

Anni fa, sfogliando il mio quotidiano “di fiducia” mi imbattei in un articolo scritto da ROBERTO GERVASO.

Ci fu un peridodo in cui mi trovai ad attraversare un esperienza di vita abbastanza negativa, inciampai in un ambiente fatto di persone arriviste, e senza scrupoli.

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Lessi l’articolo tutto d’un fiato. E fui cosi profondamente colpita che lo ritaglia e lo misi in una umile cornice a giorno : l’articolo di per sè era cosi magnifico che non avrebbe avuto bisogno di una cornice, bastava la bellezza dell’articolo stesso per colpire un visitatore!

Oggi, mi sono ritrovata a rileggerlo.

E non ho potuto fare a meno di avere il desiderio di riportarlo qui, per chi non ha avuto la “fortuna” in quel giorno della settimana di recarsi dal giornalaio e iniziare a leggere questo inno al non arrendersi.mai:

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“Cari ragazzi che state per affacciarvi alla vita, sappiate che questa è una severa, severissima milizia che potrà darvi tanto,ma che tanto anche vi chiederà.E ve lo chiedera’ in ogni momento. Non fatevi mai sorprendere indifesi. Siate pronti araccogliere il guanto di sfida. Se saprete affrontarla con coraggio e determinazione, a viso aperto, vi renderà piu' forti e volitivi.

Siate sempre voi stessi, non perdete la fiducia nelle vostre forze e, quando queste cominciano a venir meno, non piegatevi, non rinuncite alla lotta perche solo questa tempra. Non importa vincere le battaglie: importa combattere con onore, senza scendere ai compromessi disonorevoli. Se le vincerete, sappiate che il successo è un impostore. Se ne avrete, gioitene, ma non cedete alle sue sottili e subdole lusinghe. Niente è piu’ volubile ed effimero del successo che, esaltandovi, vi monta la testa, facendovela perdere.

Sappiate che gli smacchi che subirete, e le umiliazioni, saranno piu’ degli allori che mieterete, delle soddisfazioni che avrete, dei piaceri di cui godrete.

Non dite mai basta perchè un uomo, davanti alle difficoltà, anche le piu’ arcigne, non deve mai dire basta. Le deve fronteggiare stringendo i denti e serrando i pugni. Il nemico potrà aver ragione di voi, ma voi , al momento della resa, guardatelo negli occhi, fieri di esservi misurati con lui. Dichiaratevi sconfitti, ma non cercate giustificazioni nè scuse, se avete combattuto con convinzione e decisione, con lealtà e coraggio.

Non date nulla per perduto, cosi come non dovete dare nulla per scontato.

La vita è un caleidoscopio perche vi succede di tutto, nel bene e nel male. Il destino vi riserva infinite sorprese, ma voi non sorprendetevi di alcuna. Cercate di farne tesoro, anche se sono brutte sorprese. In quel che vi succede, e che non puo’ non succedervi, che deve succedervi, c’è qualcosa che, fra tante ombre, insidie, colpi bassi e tiri mancini, vi apre uno spiraglio di speranza, vi offre la chance di una rivincita o di un riscatto.

Quando tutto vi è contro, raccoglietevi in voi stessi, riunite e concentrate le forse e resistete. Verrà un momento in cui il nemico, nell’illusione di non dover piu’ fare i conti con voi, soddisfatto della propria superiorità, abbasserà la guardia per meglio godersi i frutti della vittoria. A questo punto, riaffilate le armie ponete di nuovo l’assedio ai suoi fortini non più inespugnabili.

Se la fortuna stavolta vi tenderà la mano e vi bacierà la fronte, non inorgoglitevi.

Prendete atto e puntate a un nuovo obiettivo con la stessa grinta che vi ha fatto risalire la china, con la stessa soddisfazione che avete provato dopo averla raggiunta.

Non sentitevi soli chè si puo’ essere soli in mezzo a una folla e in compagnia a tu per tu con se stessi.

Basta saper scegliere i giusti amici. E quale amico è più giusto, più amico dei libri e della musica? Io quando ho fra le mani le “Lettere a Lucillo” del mio inseparabile Seneca o i “Pensieri” del grande Pascal o “Candide” di Voltaire o il “De Profundis” di Wilde, e nelle orecchie le note della “Passione secondo Matteo” di Bach, la “quinta sinfonia” di Beethoven, il “Requiem tedesco” di Brahms mi sento al centro del mondo.

Un mondo che mi parla,che mi intrattiene, che mi riempie il cuore e mi arricchisce lo spirito, trascinando in alto la mia anima fino a confonderla con quel cielo che faceva dire a Kant ” DIO: IL CIELO STELLATO SOPRA DI ME E LA LEGGE MORALE DENTRO DI ME”.

Lo so , cari ragzzi, che queste sono le parole di un uomo che si avvicina a grandi passi al traguardo dei settanta; lo so che voi volete divertirvie scacciare dalla mente certi pensieri. Ma so anche che queste parole, che i miei genitori e  i miei maestri, nei lontani anni giovanili, mi ripetevano mi sono state d’immenso aiuto e conforto quando tutto e tutti mi erano contro e la sferza del destino si accaniva impietosamente su di me.

Non dimenticatele e,quando vi sentirete soli e indifesi, provati e disperati, rileggete e meditatele.”

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~ di messicoenuvole su Marzo 1, 2008.

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